03 Jan
03Jan

Per il 2026 i bonus edilizi per i condomìni restano disponibili, ma in una versione ormai “ordinaria” e senza scorciatoie come sconto in fattura e cessione del credito. Questo rende ancora più importante una pianificazione attenta da parte di amministratore, tecnico e consulente fiscale, soprattutto su massimali, capienza e scelta dello strumento giusto.

1. Bonus edilizi: cosa resta nel 2026

Per tutto il 2026 vengono confermate le regole già in vigore nel 2025 per i principali bonus: ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus e bonus mobili.

  • Interventi su abitazione principale: detrazione al 50% entro i limiti di spesa previsti dalle singole norme.
  • Altre unità (seconde case, immobili locati o a uso diverso): detrazione al 36%.
  • Bonus mobili: detrazione 50% su arredi ed elettrodomestici collegati a lavori edilizi, con tetto di 5.000 euro per unità immobiliare.

2. Detrazioni in condominio: come funzionano

Quando i lavori riguardano le parti comuni, la spesa viene ripartita tra i condomini in base alle tabelle millesimali o alle diverse chiavi previste dal regolamento.

  • La detrazione non rimane in capo al condominio, ma si “spalma” sui singoli proprietari in proporzione alla quota di costo imputata a ciascuno.
  • È fondamentale tracciare correttamente pagamenti, riparti e anagrafiche, perché l’Agenzia delle Entrate verifica la coerenza tra spesa, millesimi e quote detratte.

3. Delibera dei lavori e corretta qualificazione

Prima di deliberare interventi sulle parti comuni che danno accesso alle agevolazioni, assemblea e amministratore devono essere supportati da una chiara inquadratura tecnica.

  • Distinguere tra ordinaria manutenzione e opere di straordinaria manutenzione, restauro o risanamento conservativo è decisivo per capire se e con quale aliquota si può detrarre.
  • Una relazione tecnica preliminare aiuta a evitare equivoci in assemblea e contestazioni successive sulle detrazioni, soprattutto quando si interviene su facciate, impianti o strutture.

Con la fine di sconto in fattura e cessione del credito, le agevolazioni passano esclusivamente dalla dichiarazione dei redditi, suddivise in 10 rate annuali di pari importo.

  • La capienza fiscale dei singoli condomini diventa un fattore chiave: chi non ha imposta sufficiente rischia di perdere, in tutto o in parte, il beneficio spettante.
  • Per interventi importanti è utile stimare prima, almeno in via indicativa, la “tenuta” fiscale media del condominio e affiancare fin da subito amministratore, tecnico e consulente fiscale nella scelta del percorso più sostenibile
Commenti
* L'indirizzo e-mail non verrà pubblicato sul sito Web.